97% dei professionisti colpiti dall’emergenza Covid, ma eventi live e viaggi incentive restano insostituibili: la ricerca di Global DMC Partners

Il 97% dei professionisti degli eventi nel mondo è stato colpito dalla crisi causata dall’emergenza Covid-19: questo il risultato della survey condotta dal network indipendente di destination management company Global DMC Partners, che ha indagato 374 professionisti degli eventi provenienti da tutto il mondo e in particolare da USA, Europa, UK e Canada.

Un risultato che non stupisce, anzi conferma come il 2020 può essere considerato l’annus horribilis per la meeting industry, come prova anche un altro dato della ricerca: il 56% dei rispondenti ha infatti confermato che entro la fine del 2020 prevede di organizzare il 25% o meno degli eventi live che aveva in programma per quest’anno. Il 69% riporta di avere riprogrammato alcuni eventi in maniera virtuale e il 13% afferma di avere cancellato tutti gli eventi del 2020, mentre l’88% ha già riprotetto gli eventi nel 2021.

Se la maggior parte dei rispondenti si è dichiarata dubbiosa sui budget del 2021, il 64% prevede di organizzare eventi tra agosto 2020 e gennaio 2021.

Viaggi e programmi incentive

Secondo la ricerca di Global DMC Partners, per quanto riguarda invece gli incentives, 35% sono quelli posticipati, il 13,9% è stato sostituito da premi aziendali, il 13,4% da premi in denaro, il 6% da programmi incentive virtuali e il 5,9% con l’opzione di un viaggio personale. Per il 2021 invece, si tornerà a fare viaggi incentive per quasi il 53%.

“I viaggi di incentivazione sono insostituibili per il modo unico di aumentare la fidelizzazione nei confronti di un’azienda” ha dichiarato Catherine Chaulet, Presidente e CEO di Global DMC Partners. “Abbiamo sentito da così tanti dei nostri clienti che la formazione continua unita a un’esperienza di viaggio memorabile è uno strumento motivazionale chiave per trattenere i migliori talenti. Le aziende hanno compreso quanto gli incentives saranno importanti per ridare fiducia ai dipendenti dopo tempi così difficili”.

La ricerca segnala anche che il 23% ha dichiarato di volere organizzare eventi nel proprio Paese, eliminando i viaggi internazionali a breve termine. L’11% prende in considerazione spostamenti via terra e il 5% l’utilizzo di charter privati.

Uno sguardo al futuro

Torna anche in questa ricerca il confronto tra eventi live e virtuali, con una nuova conferma del fatto che gli eventi digitali non sostituiranno nel tempo quelli dal vivo in maniera definitiva. Il 33% dei rispondenti infatti non ha in programma di organizzare eventi virtuali al posto di eventi live nel 2021, mentre il 30% sta pensando di organizzare eventi ibridi.

Per quanto riguarda invece i timori dei professionisti per il post-Covid, resta un generale senso di paura per il 27% e la preoccupazione di avere meno partecipanti agli eventi per il 21%.

01.06.2020
source: Meetingcongressi.com, link